Scuola Pallavolo Valsugana Volley    
clicca 
sui loghi
per info
   Certificata per Qualità Settore Giovanile   

Area Riservata Società



Sezione Etica

 
INIZIATIVE ETICHE
 
Le principali iniziative a carattere etiche rivolte a tesserati o famiglie saranno qui riportate durante la stagione, con visibilità anche nelle news e tramite gli altri canali ufficiali della società.
 
CODICE ETICO E PATTO EDUCATIVO

Codice etico - PDF
Patto educativo - PDF
 
Il Valsugana Volley tiene molto all’aspetto educativo e formativo, punto indispensabile ed essenziale della concezione societaria sul modo di fare sport e viverlo positivamente.
Il Codice Etico è una sorta di statuto interno che esprime una serie di principi ispirati ai valori più sani della pallavolo e dello sport in generale. Ad esso è legato il Patto educativo, cioè una sorta di “patente a punti” comportamentale che richiama alla responsabilità personale tutti i soggetti coinvolti. Chiunque aderisca o operi nella nostra società ha quindi il diritto/dovere di sottoscrivere Codice Etico e Patto Educativo, comprese le famiglie dei ragazzi minorenni, con l’impegno di osservare, rispettare e promuovere tali documenti.
La società si riserva la facoltà di adottare provvedimenti disciplinari nei confronti di ogni suo tesserato che abbia tenuto un comportamento non consono ai regolamenti interni, alle norme FIPAV e ovviamente alla normativa civilistica e penale.
Consenso informato: tutti i tesserati nella società ASD VALSUGANA VOLLEY PADOVA sono invitati a prendere nota delle norme in appresso indicate e di accettarle sottoscrivendo, unitamente al proprio figlio (se minorenne), il presente Codice Etico e contestualmente il Patto Educativo all’atto dell’iscrizione presso la società, documenti che hanno come unico intento quello di far svolgere l’attività sportiva in modo serio e corretto. Il mancato rispetto di queste norme comporterà l’adozione di provvedimenti da parte della Società, in base alla gravità del comportamento. La sanzione estrema, per i casi più gravi, può prevedere anche la sospensione dell’attività durante la stagione e la non conferma nei quadri tecnici o dirigenziali al termine della stessa.
 
CODICE ETICO

SEZIONE 1: COMUNE A TUTTI I TESSERATI
1. E’ fondamentale il rispetto verso persone, materiali e strutture. Comportamenti, atteggiamenti e linguaggio devono sempre essere consoni, sportivi e corretti.
2. E’ fondamentale il rispetto dei propri ruoli ed è importante per i più grandi o chi ha un determinato ruolo essere d’esempio per i più piccoli, rispettando per primo il Codice Etico.
3. E’ necessario vestirsi in modo ufficiale per presenziare tutte le manifestazioni sociali o in cui si rappresenta la società. Il completo da gioco consegnato ad inizio stagione agli atleti (divisa da gioco e maglia da riscaldamento) deve sempre essere indossato nelle partite ufficiali o in particolari manifestazioni; ad allenamento e durante il riscaldamento pre-partita è necessario usare l’apposita tshirt.
4. Il canale informativo ufficiale della società è il sito www.valsuganavolley.it. I comunicati saranno anche affissi in bacheca all’ingresso della Palestra Don Minzoni ed eventualmente in segreteria o all’ingresso della Tensotruttura Don Minzoni. Si sarà opportunamente e prontamente informati da dirigente o altro membro su comunicazioni o aspetti principali. E’ possibile chiedere di conferire con i responsabili, utilizzando preferibilmente come tramite il dirigente accompagnatore.
5. Tutti i tesserati e le loro famiglie devono ricordare che il proprio comportamento determina l’immagine della società e di tutti i suoi appartenenti. Lo stile costituisce un ambiente etico e un patrimonio societario da tutelare costantemente, a beneficio di chiunque partecipi alle attività della nostra società, ma anche nel rispetto di chi ha creato o partecipato a questa famiglie o di chi ne farà parte in futuro.

SEZIONE 2: ATLETI
1. Giocate per divertirvi e realizzarvi come giocatori, non per accontentare i genitori o l’allenatore.
2. Aiutate i compagni, l’allenatore e i dirigenti a vivere serenamente e al meglio il gioco che avete scelto di praticare
3. Abbiate sempre rispetto per il vostro avversario, per chi arbitra e per le regole del gioco. Se possibile, ringraziateli o salutateli a fine partita, qualunque sia stato l’esito: senza loro non giochereste.
4. Abbiate fiducia e rispettate allenatore e staff, dirigenti e altri collaboratori.
5. Impegnatevi sempre e con la giusta serietà, per voi stessi e per la squadra: non stancatevi mai di imparare. Gli atleti più giovani si ricordino che lo scopo di allenamenti e partite è di aumentare la vostra abilità per divertirvi e realizzare le vostre ambizioni. Gli atleti più esperti si ricordino l’importanza di arrivare preparati alla partita in modo adeguato, ma anche dell’esempio che sono per chi è più giovane.
6. Ricordatevi che la pallavolo è uno sport di squadra, in cui il gruppo è anteposto agli interessi personali. Questo non vuol dire mettere da parte le proprie ambizioni, ma saperle mettere al servizio di squadra e gruppo.
7. Siate sempre entusiasti di quello che fate, ma umili: vincete con modestia, perdete con dignità, non cercate alibi o scuse.
8. L’impegno sportivo non deve essere di ostacolo al vostro impegno scolastico o famigliare. Siate buoni atleti, bravi studenti, bravi famigliari per costruirvi un futuro da persone responsabili.
9. Rispettate sempre gli impegni presi: siate presenti e puntuali negli orari, siate persone di cui ci si possa fidare, siate partecipi delle iniziative societarie e siate disponibili quando potete in piccoli gesti o nelle attività di volontariato sociale proposte.
10. Rispettate anche i materiale e le strutture: tenete in ordine campo di gioco, spogliatoi, attrezzatura, ecc.: sono beni collettivi e che vi sono offerti a voi ed agli altri per l’attività che praticate, a volte ottenuti grazie al sacrificio economico di tanti.
11. Controllate il vostro linguaggio da bestemmie , volgarità ed insulti.

SEZIONE 3: GENITORI E FAMIGLIARI
1. Ricordate che i ragazzi fanno sport per il loro divertimento e non per il vostro. Lo fanno per imparare uno sport, stare in compagnia, rimanere in forma e crescere come uomini. Lasciate che si divertano e vi divertirete anche voi: non scaricate sui ragazzi le vostre aspettative, non mettete loro addosso pressione o eccessivo agonismo.
2. Educate vostro figlio al rispetto dell’allenatore: siate i primi a non interferire nelle sue scelte tecniche e a non criticarle, rispettando la suddivisione dei ruoli e delle competenze, chiedendo un confronto sereno e critico se necessario. Il vostro riferimento è il dirigente di squadra, il direttore sportivo o il coordinatore del settore giovanile. Non sono quindi assolutamente ammesse da parte di genitori o familiari interferenze o ingerenze tecnico-sportive per ciò che concerne convocazioni, ruoli, inserimenti in gruppo squadra e quant’altro appartenga esclusivamente all’aspetto tecnico.
3. Cercate di comprendere l’impegno e le difficoltà di chi opera nella società, a volte in modo volontaristico. Ricordate che il fine deve essere sempre il bene dei ragazzi e di tutta la squadra, non di pochi a scapito di altri.
4. Siate rispettosi di arbitro ed avversari. Siate il buon esempio. Fate tifo sano in cui siano applauditi e incoraggiati i ragazzi, non criticati, offesi, ridicolizzati o umiliati. Ricordatevi che lo sport, soprattutto giovanile, prevede anche momenti di difficoltà ed errori, le sconfitte affiancano le vittorie: errori e sconfitte fanno parte del processo di apprendimento, crescita, stimolo per migliorarsi. Applaudite le belle azioni di entrambe le squadre. Insegnate a vostro figlio a fare lo stesso.
5. Collaborate con vostro figlio perché rispetti gli impegni presi e sia puntuale negli orari. Comunicate all’allenatore o all’accompagnatore con anticipo se vostro figlio non può partecipare all’allenamento o alla partita.
6. Utilizzate un linguaggio consono, corretto, privo di volgarità, bestemmie ed insulti. Siate d’esempio.
7. Se ne avete possibilità, rendetevi disponibili per aiutare o dare una mano in quello che potete: sono moltissimi gli impegni durante la stagione, ruoli più lunghi (es: dirigente accompagnatore di una squadra) o iniziative più limitate nel tempo (es: cena).

SEZIONE 4: ALLENATORI E STAFF TECNICO
Allenatori, dirigenti e collaboratori sono i primi responsabili del rispetto di questi principi, nell’impartire le direttive e soprattutto attraverso l’esempio personale.
1. Siate sempre consapevoli dell’importante ruolo educativo e formativo che svolgete nei confronti dei giocatori: il vostro comportamento deve esserne all’altezza. Usate un linguaggio corretto, privo di volgarità, bestemmie ed insulti.
2. Abbiate sempre un atteggiamento positivo e costruttivo nei confronti dei giocatori, anche quando sbagliano o sono poco dotati. Non ridicolizzate e non umiliate mai i giocatori perché commettono errori o perdono una partita.
3. Insistete sul fair play e la disciplina. Non tollerate il gioco violento, le risse o le offese verbali. Siate pronti a sostituire un vostro giocatore se infrange queste regole. Un atleta che viene espulso temporaneamente in partita non sia fatto rientrare in campo.
4. Non criticate mai chi arbitra, durante o dopo una partita, di fronte ai giocatori o agli spettatori. Se ha preso delle decisioni che richiedono una spiegazione nell’immediato, siate pacati e rispettosi. Negli altri casi discutete il problema a fine gara e con senso critico, lontano da altri sguardi.
5. Educate i giocatori a rispettarsi l’un l’altro come individui, indipendentemente dalle ambizioni o abilità sportive. Evitate di fare differenze, o peggio discriminare. Ci sono molte possibilità di valorizzare i migliori elementi, da un punto di vista sportivo, senza per questo focalizzarsi esclusivamente su loro.
6. Ricordate che il vostro obiettivo è la crescita dell’atleta, non la vittoria fine a se stessa. E’ una formazione caratteriale oltre che tecnica. Date a tutti l’opportunità di crescere, indipendentemente dalle maggiori o minori abilità tecniche e fisiche individuali, in modo adeguato a ciascun atleta. Gli atleti devono innamorarsi di questo sport e affrontarlo con agonismo, ma in modo sano. Il settore giovanile deve essere un serbatoio per la prima squadra, ma anche una piccola famiglia in cui crescere come persone. Il divertimento e lo stare insieme è una componente essenziale di qualsiasi sport o gioco.
7. Siate ragionevoli nelle richieste di tempo e impegno, ricordando che i giovani hanno anche altri interessi e impegni e che la scuola ha la priorità. Calibrate le richieste in base ad età, esperienza, capacità tecniche, condizioni fisiche e psicologiche.
8. Educate i giocatori a dare il massimo nella competizione per migliorare continuamente.
9. Impegnatevi per mantenervi aggiornati sui principi e metodi educativi, sui sistemi di allenamento. Investite anche su voi stessi, con umiltà. Date disponibilità a partecipare ai corsi di aggiornamento o altre iniziative societarie e federali.
10. Cercate di comprendere l’impegno e le difficoltà di chi opera nella società, a volte in modo volontaristico. Ricordate che il fine deve essere sempre il bene dei ragazzi e di tutta la squadra, non di pochi a scapito di altri. Rispettate tutti i componenti della società e dialogate o collaborate con loro quando viene richiesto o è necessario: dirigenti, collaboratori, genitori.
11. Il rapporto tra allenatore e dirigente accompagnatore deve possibilmente essere stretto e di fiducia. L’allenatore gestisce la parte tecnica e si interfaccia principalmente con gli atleti. Il dirigente gestisce la parte organizzativa e logistica ed è il tramite e riferimento principale per i genitori. Anche nella creazione di gruppi (email, sms, whatsapp) occorre cercare di rispettare il più possibile questo principio che si basa su ruoli e competenze dei soggetti.

SEZIONE 5: DIRIGENTI E ALTRI COLLABORATORI
Allenatori, dirigenti e collaboratori sono i primi responsabili del rispetto di questi principi, nell’impartire le direttive e soprattutto attraverso l’esempio personale.
1. Siate sempre consapevoli dell’importante ruolo educativo e formativo che svolgete nei confronti dei giocatori: il vostro comportamento deve esserne all’altezza. Usate un linguaggio corretto, privo di volgarità, bestemmie ed insulti.
2. Siate i primi a non interferire nelle sue scelte tecniche e a non criticarle, rispettando la suddivisione dei ruoli e delle competenze, chiedendo un dialogo direttamente con lo staff tecnico se necessario.
3. Ricordate che i ragazzi fanno sport per il loro divertimento e non per il vostro. Lo fanno per imparare uno sport, stare in compagnia, rimanere in forma e crescere come uomini. Lasciate che si divertano e vi divertirete anche voi: non scaricate sui ragazzi le vostre aspettative, non mettete loro addosso pressione o eccessivo agonismo.
4. Affrontate i problemi con atteggiamento positivo, suggerendo una soluzione a chi ha la responsabilità in materia.
5. Cercate di comprendere l’impegno e le difficoltà di chi altro opera nella società, a volte in modo volontaristico. Ricordate che il fine deve essere sempre il bene dei ragazzi e di tutta la squadra, non di pochi a scapito di altri. Rispettate tutti i componenti della società e dialogate o collaborate con loro quando viene richiesto o è necessario: allenatori, collaboratori, genitori.
6. Insistete sul fair play e la disciplina. Non tollerate comportamenti non consoni e cercate di capire bene cosa sia successo. Le sanzioni devono essere commisurato a quanto accaduto. Nel caso degli episodi più gravi non vanno assolutamente prese in alcun modo iniziative personali, occorre sentire in modo preventivo la società e quest’ultima potrebbe anche decidere di occuparsene di persona.
7. Il rapporto tra dirigente accompagnatore ed allenatore deve possibilmente essere stretto e di fiducia. L’allenatore gestisce la parte tecnica e si interfaccia principalmente con gli atleti. Il dirigente gestisce la parte organizzativa e logistica ed è il tramite e riferimento principale per i genitori. Anche nella creazione di gruppi (email, sms, whatsapp) occorre cercare di rispettare il più possibile questo principio che si basa su ruoli e competenze dei soggetti. Siate quindi di supporto all’allenatore (non in senso tecnico). Ricordategli anche il suo ruolo di educatore se necessario e fate in modo che un espulso temporaneamente in partita non sia fatto rientrare in campo.
8. I dirigenti o collaboratori con potere decisionale in riferimento a politiche o scelte societarie si ricordino di essere sempre informati e responsabili, anteponendo il bene sociale a quello individuale.

 
PATTO EDUCATIVO

OBIETTIVI E REGOLE GENERICHE
Il Patto educativo non ha finalità punitive, ma costruttive: lo scopo è far capire agli atleti quanto siano importanti per la società i principi etici e lo spirito sportivo che sono tratti essenziali e si vorrebbe contraddistinguessero il Valsugana Volley.
Il Patto educativo quindi uno strumento concreto che racchiude in sé tre obiettivi:
- promuovere l’etica e l’immagine della società tra i tesserati e verso l’esterno;
- avere costanza di valutazione durante la stagione e uniformità di giudizio tra diverse squadre;
- valorizzare l’etica all’interno di iniziative societarie (ad esempio nell’assegnazione della borsa di studio).
I tesserati rappresentano con i loro comportamenti anche lo spirito Valsugana e tutti i fatti gravemente lesivi di etica o immagine societaria saranno valutati anche dal Direttivo o da un Responsabile delegato. Fermo restando che qualsiasi tesserato è soggetto al Codice etico, il Patto educativo si applica agli atleti della società, comprese le squadra di categoria.
Tutti gli atleti hanno in dote ad inizio stagione 20 PUNTI, al netto di bonus/malus derivanti dalla stagione precedente. Durante la stagione sono attribuiti punti di penalizzazione in caso di violazione del Codice Etico e Patto Educativo. Per il suo carattere di essere costruttivo, è possibile anche guadagnare punti attraverso particolari iniziative sportive o extra.
Il Patto educativo è in vigore dal primo all’ultimo allenamento stagionale, ma per particolari iniziative può esserne considerata una parte inferiore (ad esempio per l’attribuzione della Borsa di studio).
I responsabili del Patto educativo sono i seguenti:
- allenatori durante allenamenti e partite, o altre attività di cui hanno diretto controllo;
- coordinatori tecnici senior e junior per coordinamento tra squadre e casi particolari;
- il responsabile dirigenziale deciso dalla società, il quale ha un compito prevalentemente normativo, previo assenso societario, oltre che di controllo trasversale dei vari organici, inteso quindi la verifica dell’effettiva applicazione del Patto educativo, la verifica periodica dei punteggi facendo attenzione alla giusta privacy, il dialogo con gli allenatori per i quali è di supporto, la redazione di relazione, la segnalazione di situazioni particolari, la verifica finale con calcoli.
Per casi più seri o lesivi dell’immagine societaria, può intervenire il Presidente o il Direttivo a supporto o in qualsiasi momento per ratificare eventuali premi o penalizzazioni.
  
COLLABORATORI & DIRIGENTI
Collaboratori e Dirigenti non sono soggetti al Patto Educativo, ma ovviamente sono vincolati e responsabili in base al Codice Etico, per il quale rispondono in caso di inosservanze o comportamenti lesivi.
Il principio cardine ed essenziale è uno e molto chiaro: Collaboratori e Dirigenti sono i primi impegnati a credere nel Codice Etico e ad essere un esempio e un traino. L’etica è valore imprescindibile per la società ASD Valsugana Volley.
La reiterata mancata osservazione del Codice Etico o fatti di serietà maggiore saranno portati a conoscenza e valutati da parte dei Responsabili preposti o del Direttivo, al più presto, con conseguente proposta o ratifica di eventuali sanzioni.
 
 
RESPONSABILIZZAZIONE DELL’ATLETA
Nelle giovanili dall’Under 18 in su e in tutte le squadre di categoria, il capitano della squadra ha una sanzione maggiorata del 25%. Anche gli eventuali bonus sono maggiorati per la stessa percentuale. Il capitano è infatti il responsabile della squadra, colui che ne interpreta i pensieri, parla a nome dell’organico, interagisce con l’arbitro e in generale dovrebbe essere da esempio.
Le riunioni tecniche o formative-educative proposte da allenatore o società equivalgono ad un allenamento a tutti gli effetti.
Per responsabilizzare l’atleta e tenendo conto di particolari impegni che possono capitare durante i mesi di attività (rientrano in questa tipologia, ad esempio, i motivi di studio), si ha diritto ad usufruire di permessi, i quali sono validi esclusivamente per gli allenamenti: 4 assenze e 4 possibilità di ritardo o uscita anticipata per le formazioni “Under”; 2 assenze e 2 permessi per ritardo o uscita anticipata per le formazioni di categoria. I permessi non sono cumulabili nel caso di partecipazione a doppio campionato: si applicala la regola della squadra in cui l’atleta è principalmente inserito, mentre se una squadra giovanile facesse anche il campionato di categoria è l’allenatore a decidere se dare due, tre o quattro permessi (assenze più ritardi/uscite). In questi casi non si incorre in alcuna penalità, ma è meglio se possibile concordare tutto con l’allenatore ed è in ogni caso obbligatorio il preavviso. I permessi sono da considerarsi al netto di gite scolastiche (massimo una, per la durata della stessa), malattie ed infortuni. Per malattia e infortunio si intende un malessere che impedisca le normali attività quotidiane (ad esempio scuola o lavoro); in caso di infortunio l’atleta è comunque tenuto a presentarsi se convocato per allenamenti o partite, nonché svolgere eventuale lavoro richiesto per il recupero all’interno degli orari normalmente previsti. Gli atleti che avessero particolari accordi sul piano settimanale durante l’anno, possono essere penalizzati ed avere bonus solo in relazione agli appuntamenti per loro previsti. Chi avesse un piano inferiore ai tre allenamenti ha diritto a un permesso annuale in meno in termini di assenza, chi avesse un piano superiore ai tre allenamenti ha diritto a un permesso annuale in più per assenza e per ritardo.
Ogni formazione può redigere con accordo tra capitano ed allenatore anche un regolamento interno integrativo, purché siano previsti i punti di penalità o di bonus o comunque una sanzione o premio, inoltre tale regolamento interno non vada in alcun modo in contrasto con il presente Patto Educativo e con il Codice Etico. Il regolamento integrativo deve obbligatoriamente essere portato a conoscenza del coordinatore tecnico e successivamente della società prima della sua applicazione, da cui deve ottenere ovviamente avvallo. Per prima squadra ed eventuali atleti Over 21 è possibile inoltre inserire il sistema delle multe, equiparando ogni punto perso a una somma, tramutabile in un servizio sociale (allenamenti alle giovanili, iniziative, ecc.) dopo un certo ammontare di penalità predeterminato. Si precisa che solo quest’ultimo sana la penalizzazione sul Patto Educativo, portando con sé i punti bonus previsti per il servizio. Ovviamente anche il sistema di multe appena descritto deve necessariamente essere avvallato dalla società.
 
 
POSSIBILITA’ DI OTTENERE PUNTI O ALTRI VANTAGGI
 I vantaggi etici sono essenzialmente divisibili in tre categorie, correlate tra loro:
a) possibilità guadagnare punti extra o recuperare quelli persi nel corso della stagione (punti bonus);
b) iniziative societarie legate o collegabili a Codice Etico e Patto Educativo, tra cui l’assegnazione della borsa di studio;
c) possibilità di portare in dote punti per la stagione successiva.
 
A) PUNTI BONUS STAGIONALI
Il Patto Educativo ha finalità costruttive, quindi è giusto anche premiare chi merita e dare la possibilità di recuperare punti a chi ne ha bisogno. I bonus stagionali aumentano i punti stagionali del Patto educativo e concorrono a tutte le graduatorie etiche di quella in corso, ma sono azzerati al termine della stagione. Si possono ottenere in questo modo:
1) un piano allenamenti che ne preveda quattro attribuisce +4,00 pt da settembre a gennaio e altrettanti da febbraio a maggio;
2) un allenamento aggiuntivo settimanale (oltre al proprio piano allenamenti) attribuisce +0,25 pt (max otto punti complessivi);
3) seguire la squadra ad un evento ufficiale da non convocati attribuisce +0,25 pt (max otto volte in stagione);
4) attività di tipo sociale:
A- rendersi disponibili come tutor per il progetto “Studio a tutto-raggio” attribuisce +3,00 pt a ragazzo seguito per l’intera durata del suo tutoraggio (max sei punti per questo progetto), salvo compenso economico (si veda il punto 4C);
B- la partecipazione ad eventuali altre iniziative con valenza etica, o altre iniziative promosse dalla società collegabili al Patto può assegnare fino a +3,00 pt ciascuna (tetto massimo di sei pt cumulabili a stagione, sommabili a quelli eventualmente ottenuti al punto 4A), salvo compenso economico (si veda il punto 4C);
C- in caso si compenso economico o altri benefit ricevuti per i servizi svolti ai punti 4A e 4B, si attribuisce un terzo dei punti.
5) la partecipazione ad eventuali iniziative sui social ufficiali, o altri servizi promossi dalla società, può assegnare fino a +0,5 pt ciascuno (tetto massimo di due punti cumulabili a stagione);
6) la partecipazione ad attività etiche o sociali al di fuori dell’attività Valsugana, documentate per minimo venti ore, possono assegnare fino a +2,00 pt ciascuna dal Direttivo (max quattro punti totali), escludendo tuttavia attività già promosse anche dal Valsugana e svolte dall’atleta in altro ambito.
7) la valutazione trimestrale degli allenatori può comportare bonus nel Patto educativo, oltra a possibili altri vantaggi.
8) Il regolamento interno, i responsabili ed il Direttivo o il Presidente possono attribuire categorie di punti bonus o assegnarli per un merito particolare dal carattere eccezionale eticamente, il tutto previo ratifica societaria; è importante cercare di mantenere equilibrio tra questa sorta di crediti extra e quelli assegnati nei sette punti precedenti.
I punti bonus stagionali creati nel corso della stagione non hanno effetto retroattivo. Si consiglia pertanto di dare avvio ad eventuali nuovi categorie solamente se questo non incide nella graduatoria etica sfalsando i valori acquisiti fino a quel momento (nuova funzione o servizio, sopraggiunta necessità, ecc), prediligendo piuttosto una riflessione e modifica durante l’estate.
 
B) INIZIATIVE SOCIETARIE COLLEGABILI AL PATTO EDUCATIVO
Effetti concreti del Patto educativo da un punto di vista premiante si hanno attraverso alcune iniziative societarie mirate intraprese nel corso dell’anno.
Tra queste rientra l’assegnazione della Borsa di studio, secondo i criteri pubblicati e portati a conoscenza dalla società, in cui un peso specifico deriva dai punti stagionali del Patto educativo.
Inoltre, possono essere in questo caso valorizzati anche aspetti non strettamente legati a bonus/malus derivanti dal Patto Educativo per aspetti difficili da individuare in modo oggettivo, come ad esempio lo spirito di squadra, la coerenza, l’impegno, l’altruismo, il carisma, eccetera.
 
C) PUNTI IN DOTE PER LA STAGIONE SUCCESSIVA
I punti in dote per la stagione successiva sono premi definitivi che permettono di iniziare la stagione successiva con più dei 20 pt di dotazione iniziale previsti (entro un massimale). E’ un premio etico importante, al quale possono essere legate iniziative parallele. La spiegazione più puntuale di questo sistema è nell’ultimo paragrafo del Patto educativo.
 
SOGLIE SENSIBILI NEL CORSO DI UNA STAGIONE
Alla soglia dei 15 punti rimasti, salvo recupero oltre tale limite, le penalità sono potenzialmente portate in dote nella stagione successiva (si veda il paragrafo “Bonus/malus in dote alla stagione successiva”).
Alla soglia dei 10 punti rimasti (per la prima volta), l’atleta sarà invitato dalla società a compiere un servizio o un’iniziativa a carattere sociale, attribuendo i relativi punti (si veda il paragrafo “Possibilita’ di ottenere punti o altri vantaggi”). La mancata adesione comporta la sospensione automatica per almeno un turno di campionato in ogni categoria di cui l’atleta fa parte (quindi se ad esempio gioca in due squadre o fa parte di un organico iscritto a due o più campionati, salta un turno in ogni categoria). I coordinatori sportivi e gli allenatori possono inasprire come ritengono opportuno questa sanzione (più turni, sospensione da allenamento, proposte nel regolamento interno o alla società, ecc.), ma non derogarla.
Alla soglia dei 5 punti rimasti (per la prima volta), scatta in automatico anche la mancata possibilità di aderire alle iniziative societarie (ad esempio l’accesso a servizi o progetti, ritiro compreso), finché l’atleta non torna almeno a quota 8 pt.
Al raggiungimento dei 0 punti scatta un mese di sospensione da qualsiasi attività societaria (partite ed allenamenti compresi), al termine del quale ogni ulteriore penalizzazione di cinque punti, al netto di bonus nel frattempo acquisiti, comporterà un ulteriore mese di sospensione. L’atleta sospeso non può partecipare per il resto della stagione a qualsiasi attività ufficiale della società o inerente a progetti ed iniziative, inoltre il Direttivo può valutarne l’allontanamento definitivo.
 
BONUS/MALUS IN DOTE ALLA STAGIONE SUCCESSIVA
E’ possibile portare in dote punti nel Patto Educativo della stagione successiva.
I punti in dote sono cumulabili tra stagioni (fino al limite consentito) e si ottengono con queste modalità:
- terminare la stagione con oltre 20 punti stagionali (saldo etico attivo), attribuisce +0,5 pt in dote per la stagione successiva.
- non avere alcuna penalità durante la stagione, attribuisce +0,5 pt in dote per la stagione successiva.
- vincere la graduatoria etica di squadra al termine della stagione attribuisce +0,25 pt in dote per la stagione successiva.
- vincere la graduatoria etica globale al termine della stagione attribuisce +0,75 pt in dote per la stagione successiva.
Ogni stagione è quindi possibile portare in dote a quella successiva massimo 2 punti. In ogni caso la dote iniziale di una stagione non può superare mai 23 punti.
Gli atleti e gli allenatori possono accordarsi proponendo in alternativa che i punti in dote oltre ai 20 pt di dotazione base siano trasformati invece in permessi giustificati secondo il criterio della responsabilizzazione: l’atleta partirebbe con 20 pt base e non in eccesso, trasformando ogni punto, esclusivamente di dote iniziale oltre venti, in un permesso di ritardo oppure tre punti in un permesso di assenza. Concretamente vi è equivalenza, tranne un aspetto principale: i punti in dote extra-base aiutano a rimanere nei parametri stagionali al di là delle assenze (terminare la stagione senza penalità e oltre ai 20 pt ad esempio), cioè in tutti i possibili casi di penalizzazione. Concettualmente si sposterebbe l’attenzione alla maggiore responsabilizzazione dell’atleta.
 
Così com’è giusto premiare i tesserati più etici, allo stesso modo ci saranno penalizzazioni portate in dote per la stagione successiva, aspetto mitigato dall’idea costruttiva di poter ricominciare una nuova stagione ponendosi nel modo giusto.
La società pertanto considera la soglia di 15 punti come rendimento etico sufficiente, abbuonando i punti stagionali persi (fermo restando ovviamente eventuali sanzioni o premi ottenuti nel corso della stagione precedente da scontare o avere).
Nel caso un atleta terminasse la stagione con meno di 15 punti, la differenza tra la soglia quindici e i punti rimasti al termine della stagione sono divisi per tre e portati in deduzione alla dote iniziale della stagione successiva, con arrotondamento per eccesso al mezzo punto. Il malus in dote massimo è di 5 punti.
Esempio: terminare a 11 pt significa iniziare la stagione successiva con -1,5 pt di deduzione (15-11=4; 4:3=1,3; arrotondato 1,5).
La società si riserva ad inizio stagione di proporre iniziative volte a compensare il deficit derivante dalla stagione precedente, oppure di riservare priorità agli atleti al di sotto dei 20 pt base in iniziative aperte a tutti i tesserati, in modo che l’atleta in deficit possa in breve tempo avere la possibilità di ritornare a quota 20 pt base.
 
VIOLAZIONE DEL CODICE ETICO
Atteggiamenti antisportivi o irrispettosi (verso chiunque), linguaggio improprio o blasfemo: fino -2,0 pt (*)
Mancato rispetto o danni al materiale: fino a -8,0 pt
Cartellino giallo in partita (ammonizione): -1,5 pt
Cartellino rosso in partita (penalizzazione): -3,0 pt
Cartellino gallo-rosso separati in partita (espulsione): -5,0 pt (**)
Cartellino giallo-rosso insieme in patita (squalifica): -7,5 pt (**)
Diffida o multa comminata dal giudice sportivo: -1,0 pt aggiuntivo
Ogni giornata di squalifica: -2,0 pt aggiuntivi
Tutte le sanzioni espresse sono salvo eventuale ulteriori penalità decise dal Direttivo o commissione delegata. Non sono previsti malus per avvertimenti verbali, né bonus per cartellino verde (l’allenatore può tenerne conto nella sua valutazione trimestrale).
(**) L’allenatore decide se l’atleta non può rientrare in campo in una partita in cui ha subito l’espulsione: tale comportamento, oltre a creare problemi alla squadra durante la partita, è ritenuto anti-sportivo, anti-etico e lesivo dell’immagine societaria.
 
Penalizzazione ulteriore alle sanzioni già previste in caso di mancato preavviso: -2,0 pt (*)
Mancato rispetto delle scadenze (ad esempio per iniziative, cena sociale, ritiri): -1,0 pt (**)
Comportamento inaccettabile (compreso per comportamento del pubblico e multe al pubblico): -2,0 pt
L’ingerenza eccessiva dei genitori, i quali con l’iscrizione hanno sottoscritto il Codice Etico comprensivo del Patto educativo, sarà valutata dal Direttivo anche in termini di punti di penalità per l’atleta, fermo restando la possibilità di altre sanzioni fino a quella estrema dell’allontanamento dell’atleta se resosi necessario. Tale comportamento può inoltre essere ostativo per accedere ad alcune iniziative o progetti societari. In tutti i casi, se le varie fattispecie sono derivanti da una o più persone non riconoscibili, i responsabili tecnici predisposti e la società possono avviare accertamenti e prendere decisioni su singoli o a carico dell’intera squadra, qualora non venissero individuati il/i responsabile/i precisi.
(*) Il preavviso deve essere di minimo una settimana per gare ufficiali e minimo due ore in tutti gli altri casi (salvo se espressamente specificato in modo diverso). La sanzione è “ulteriore”, quindi si somma alle altre previste. Il permesso senza preavviso è da considerarsi assenza/ritardo/uscita con mancato preavviso, a discrezione dello staff se giustificato o meno.
(**) Nel caso di ritardo rispetto alle scadenze è ovviamente possibile che la società possa non erogare il servizio/iniziativa.
 
Assenza ad allenamento non giustificata: -3,0 pt
Assenza a partita non giustificata: -10,0 pt
Assenza senza giustificazione ad evento societario a pagamento (es: cena): -1,0 pt
Assenza senza giustificazione ad evento societario gratuito o istituzionale (es: presentazione): -3,0 pt
Assenza ad un incontro/servizio prenotato: -5,0 pt
Ritardo o uscita anticipata da allenamento fino a cinque episodi (esclusi i permessi): -0,25 pt (*)
Ritardo o uscita anticipata da allenamento dal sesto episodio (esclusi i permessi): -0,5 pt (*)
Ritardo o uscita anticipata da partite o eventi ufficiali: fino a -8,0 pt (*)
Genitore e dirigente o allenatore provvederanno a chiedere al responsabile preposto nel caso di dubbio se considerare o meno giustificabile un’assenza o ritardo o uscita anticipata. Alle sanzioni si aggiunge l’eventuale mancato preavviso.
(*) Il ritardo o l’uscita anticipata non prevedono alcuna penalità se dovute ad orario scolastico o particolari motivi (es: cresima), portati a conoscenza con ampio anticipo.
 
Mancanza vestiario ufficiale ad allenamento (salvo se necessario o permesso): -1,0 pt (*)
Mancanza vestiario ufficiale a partite e tornei (salvo se necessario o permesso): -3,0 pt (*)
Mancanza vestiario ufficiale ad eventi o manifestazioni (salvo se necessario o permesso): -3,0 pt
Mancanza boraccia e ginocchiere o quanto altro richiesto dall’allenatore: -0,5 pt
Per vestiario ufficiale si intende la dotazione Valsugana Volley richiesta per l’occasione. Nel caso di allenamenti e partite, si intendono anche scarpe adeguate, senza le quali non si può giocare o allenarsi.
(*) Si sommano inoltre le ev. sanzioni per ev. mancata disputa gara o allenamento, considerando anche il mancato preavviso.
 
Tutti i casi più controversi per serietà o reiterazione comporteranno l’intervento dei Responsabili o del Direttivo, con le eventuali sanzioni del caso (non solo in riferimento a punti di penalità).
 
VALUTAZIONE PERIODICA DEGLI ALLENATORI
Gli allenatori sono tenuti a redigere il Patto mensilmente, cercando di averne cura ad ogni sessione di allenamento, partita o altra attività in cui sono direttamente impegnati con gli atleti o delle quali rende conto la società tramite i propri responsabili.
Sono individuati inoltre tre trimestri in cui ogni allenatore indica una valutazione su alcuni aspetti non oggettivabili nella Patente a punti, come ad esempio l’impegno, lo spirito di squadra, la coerenza, il carisma, l’altruismo, la maggio presenza e costanza, ecc. Quest’ultima valutazione è resa trimestrale per renderla più periodica e poter anche visualizzare l’eventuale andamento annuo di un atleta. Può essere utilizzata anche per l’attribuzione di punti bonus nel Patto educativo o per premiare attraverso altre iniziative, tra cui la Borsa di studio. I trimestri individuati sono: (1) settembre, ottobre, novembre; (2) dicembre, gennaio, febbraio; (3) marzo, aprile, maggio. Al termine di ogni trimestre, la valutazione dell’allenatore porta ad un bonus da 0 a +0,5 pt, oppure a un malus da 0 a -0,5 pt. Al termine della stagione, sarà data agli allenatori la possibilità di un correttivo globale, osservando anche miglioramento o peggioramento etico dell’atleta, sempre attraverso una valutazione da -0,5 a +0,5 pt. Complessivamente al termine della stagione, un allenatore avrà quindi assegnato tra -2 e +2 pt (pari al 10% sui 20 pt base). 

 

AREA ATLETI & FAMIGLIE


 

VALSUCAMP GIUGNO 2019


Link veloce alla sezione Ritiri&Camp
VOLANTINO E ADESIONE (PDF)
Altre info all'interno della sezione

A
R
E
A

 
S
P
O
N
S
O
R

Links

Meteo Padova

ASD VALSUGANA VOLLEY - Sede: Via Querini 1, 35135 Padova - Codice FIPAV 06.024.0132 - P. IVA 03930980283 - Anno Fondazione 2002
Domicilio: Via Ipazia 80/A, 35135 Padova - Tel 335.297107 - Fax 049.8809344 - Email info@valsuganavolley.it

Sito generato con sistema PowerSport